Guido Michelone
 
  1. 1954, secondo Novecento
Mi chiamo Guido Andrea Antonio e provengo da un’antica famiglia di patrizi fiorentini: le notizie più fresche sui Michelone a quel tempo riportano che essi erano gonfaloni della Repubblica durante il Rinascimento. E io, Michelone di oggi, del Rinascimento amo soprattutto l’idea di bottega artigiana e di cultura universale, in grado di abbracciare le arti, le lettere, le scienze in una visione umanistica, che a sua volta guarda contemporaneamente al passato, al presente e soprattutto al futuro.
Sarà forse per queste ragioni che ho scelto di fare lo scrittore nel senso di colui che scrive: scrive un voto d’esame, un articolo di giornale, una pagina di diario, il saggio di venti cartelle (ma anche di due o di duecento), una poesia sul bloc-notes, la prefazione di un libro, un testo che diverrà racconto, romanzo, manuale, dispensa, opera divulgativa.
Ma non mi fermo al ruolo di scrittore: lo condivido con quello di insegnante, docente, intellettuale, artista-multimedia nel senso del dialogo tra i mezzi di comunicazione e la creatività. Amo infatti lavorare con gli studenti, con altri professori, ma anche con letterati, architetti, fotografi, pittori, registi, attori, jazzmen, compositori, rock bands, cantautori.
E amo la cultura della seconda metà del XX secolo, ancora vivissima, alla quale non a caso ho voluto dedicare indirettamente il mio primo romanzo, nel 2004...                                    >>>